Voi potete dirlo, intanto: ho rintracciato,
come un cane, una pista di antichi delitti…
In questa casa si è insediato un coro,
intonato e straziante, che canta la morte:
e ha bevuto, per cantare meglio, l’allegra
compagnia, rinserrata qua dentro: di sangue
s’è ubriacato, il coro delle Erinni….
Cassandra (Agamennone)
Ancora due segnalazioni dalla nostra amica Maria Grazia. Un articolo di Patrizia Calefato che prende spunto da Italo Calvino (”Perché leggere i classici“) per arrivare alla Cassandra di Christa Wolf.
E questa, un articolo di Egidio Marchese, sullo stesso libro dell’autrice tedesca.
Sempre sul personaggio della povera Cassandra - questa volta in un’analisi che si cala proprio nelle pagine e nella drammaturgia del testo che vogliamo mettere in scena - consigliamo questo bell’articolo di Mimma Muci che porta alla luce le geniali innovazioni di Eschilo nell’Agamennone: il silenzio di Cassandra e il delirio profetico dell’urlo che lo lacera:“Ototototói pópoi dà!”.





