Il nome originale greco antico “Elektra” significa “bionda come l’ ambra, splendente” (il nome nell’antichità veniva imposto in onore di una delle Pleiadi, figlia di Atlante e di Pleione), ma altre fonti riportano un significato più allegorico come “A-lektra = priva di talamo”, cioè mai sposata, nubile, più vicino alla dolente figura di questa giovane che, con tutto quello che le accadde attorno, non doveva avere una gran voglia di farsi una famiglia. Un’analisi del mito di Elettra, da Omero fino alle varie versioni drammatiche che ne danno Eschilo, Euripide e Sofocle, è scaricabile qui in un testo .doc sul sito dell’Università di Milano, ed un altro ancora, di Giacomo benelli, si può leggere qui.
Per quanto riguarda la fortuna della figura di Elettra nel teatro e nel cinema nei suoi più insoliti travestimenti, c’è qui una scheda di Antonio Vannini.

Altri approfondimenti sull’Orestea sono reperibili sul già citato sito dell’INDA in tre sezioni diverse per Agamennone, Coefore ed Eumenidi con schede chiare e curate dedicate al testo e all’azione drammatica. Chi invece è alla ricerca di approfondimenti su altri temi o vuole conoscere una bella rivista trova su Chaosekosmos uno scritto di Dario D’Ecclesiis sui cori di Coefore e di Eumenidi.




